Biennale Venezia 2021 - Prospettive e Spazi del Vivere Collettivo

In che modo abiteremo gli spazi, da ora in poi? Ogni ambiente rappresenta un contratto sociale tra lo spazio e il tempo, una domanda pendente in sospeso tra i concetti di architettura e design.

La Biennale Architettura 2021 di Venezia, inaugurata il 22 Maggio, è mossa da un simile interrogativo: “How will we live together?”, una questione tanto antica, quanto urgente. Un richiamo alla torre di babilonia e alla filosofia politica di Aristotele, alle rivoluzioni del 1700 e alla musica dei tumultuosi anni ‘70 del Novecento.

Eglooh vuole meglio comprendere le esigenze del design e degli spazi d’ufficio, scegliendo di farsi coinvolgere dalle prospettive della domanda posta dalla Biennale, che negli spazi del vivere collettivo sta ricercando le proprie dimensioni.

Un racconto del mondo futuro più prossimo - e non.

How will we live together? Nuove sfide, cinque interpretazioni

Manifesto Biennale Architettura 2021

La Biennale Architettura 2021 è mossa da nuovi tipi di problemi che il mondo sta ponendo di fronte all’architettura, ispirata dall’attivismo emergente di giovani architetti e dall’impegno alla trasformazione professionale, utile ad affrontare le nuove sfide.

L’architettura e gli architetti sono parte attiva del cambiamento, grazie alla propria capacità di sintesi tra le persone e lo spazio.
Allo stesso tempo, possono superare i rigidi standard finora adoperati e suggerire nuove composizioni organizzative, nuovi linguaggi comuni per mediare tra monumenti, case, luoghi pubblici o privati, accogliendo l’esigenza di comunicare esperienze e culture.

Per meglio affrontare il discorso, oltre a ospitare i 61 padiglioni nazionali, la Biennale declina la domanda “How will we live together?” in 5 aree tematiche, affidate a 112 studi di architettura provenienti da tutto il mondo.

La prima è “Among Diverse Beings”, un modo di vivere insieme come esseri umani che, nonostante l'individualità crescente, desiderano ardentemente connettersi tra loro e con altre specie attraverso lo spazio digitale e reale, affrontando i cambiamenti nella percezione del corpo umano e l’esigenza di mettere in primo piano l’empatia tra persone.

Come Eglooh, abbiamo esplorato spazi, luci e tecnologia che fossero a misura di persona, proprio per iniziare a rispondere a simili sfide. Ma le direzioni della Biennale vanno anche oltre, attraverso le ulteriori quattro aree.

Postazione di lavoro con portapenne Orfeo

La seconda dimensione “As new Households” ricerca spazi abitativi diversificati e dignitosi per un nuovo modo di intendere i nuclei familiari. Questi ultimi mutano sempre più per composizione, per densità, ma anche per accesso tecnologico e possibilità di abitare alloggi innovativi, con un paradigma architettonico potenziale nei condomini e nelle abitazioni collettive.

As Emerging Communities” è la terza area tematica, focalizzata su comunità emergenti che reclamano equità, inclusione e identità spaziale, nuovi Habitat comuni che si appellano a una ricerca e a un’organizzazione dello spazio volta a nuove forme di attrezzature sociali. Un’attenzione particolare viene data alle sfide urbane e territoriali di città come Venezia, Addis Abeba, Hong Kong, ma anche a zone come Lagos, Pristina, Rio de Janeiro, e i loro insediamenti tra costruzioni abusive e campi profughi.

Installazione Biennale Architettura

Da questo, si passa alla quarta area, “Across Borders”, un modo di vivere insieme oltre i confini politici, per immaginare nuove geografie di associazione.
Approcci architettonici per mitigare le differenze socioeconomiche tra città e hinterland, per negoziare le divisioni in diverse zone del mondo, per analizzare le sfide spaziali delle migrazioni forzate, come anche per organizzare una migliore distribuzione delle risorse e dedicare maggiore impegno alla cura del patrimonio naturale.

Su quest’ultimo aspetto verte la quinta area, “As One Planet”, insieme come Pianeta, che sta affrontando crisi che esigono un’azione globale affinché tutti noi continuiamo a vivere.
Una dimensione che vuole anticipare e regolare il futuro del pianeta, con prospettive più che umane, soluzioni da presentare alle Assemblee internazionali per far fronte al degrado ambientale globale, e una proiezione verso lo Spazio oltre la Terra.

Spazi da vivere insieme: la dimensione di Eglooh

Svuotatasche in pelle

Gli spunti offerti dalla Biennale 2021 vanno ben oltre al concetto espresso dalla sua struttura e possono essere colti passeggiando attraverso le aree espositive dei Giardini e dell’Arsenale di Venezia, oltre agli ambienti sparsi per la città.
Eppure, già da queste cinque declinazioni possiamo comprendere come l’architettura e il design stiano cambiando sempre più in fretta, con la necessità di saper leggere la contemporaneità in maniera critica ed empatica.

Una sfida importante, che ora più che mai vogliamo cogliere anche con la dimensione proposta da Eglooh: un insieme di elementi di design per restituire dignità al lavoro, alla persona, alle esigenze del singolo e della collettività.

Inizia a vivere i tuoi spazi insieme a noi - e buon viaggio attraverso le prospettive della Biennale!